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Regno delle Stelle · Capitolo I

Estela Marina

La stella che osò cadere
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La prima a osare di sognare fu una piccola stella del nord.

Non era la più grande, né la più luminosa, né la più antica del firmamento. Danzava insieme alle sue sorelle nel cielo di Vaalbará, seguendo la Partitura delle Stelle, separata da tutte e, ciononostante, unita a loro dallo stesso pentagramma invisibile. Ogni notte ruotava in silenzio, compiendo il suo tempo.

Finché udì il mare.

Dapprima fu solo un rumore lontano: le maree che battevano la costa, le onde che si infrangevano contro le rocce, la schiuma che si disfaceva sulla sabbia come se l'oceano respirasse. Ma tra quella melodia profonda e salata, la stella distinse qualcos'altro. Una voce.

Era una fanciulla seduta sulla riva, che cantava al ritmo del mare. La sua voce era dolce, ma portava dentro una forza che la piccola stella non aveva mai sentito. Cantava dell'amore della sua vita. Di come lo avesse trovato quando ormai non aspettava più nulla. Di come lui avesse dato tutto per lei, e di come lei, senza saperlo, avrebbe anche attraversato qualsiasi tempesta pur di restargli accanto.

La stella rimase incantata. Non aveva mai udito una canzone simile. In cielo, le stelle cantavano alla distanza, all'eternità, ai sogni non ancora nati. Ma quella voce cantava a qualcosa di diverso. Cantava alla dedizione. Al coraggio di amare pur sapendo che l'amore può cambiare tutto.

La piccola stella si avvicinò un po' di più. Voleva solo sentire meglio. Ma più ascoltava, più smetteva di seguire il tempo del firmamento. La sua luce cominciò a deviare dalla danza delle sue sorelle. A poco a poco, senza accorgersene, abbandonò la melodia delle stelle ed entrò nel ritmo del mare.

Si avvicinò di più. E ancora di più.
Finché il cielo non poté più sostenerla.
La stella cadde.

Attraversò l'oscurità come una lacrima di luce, discendendo verso l'oceano con il cuore colmo di un desiderio che non sapeva nominare. Non cadde per tristezza, né per caso. Cadde perché, per la prima volta, aveva sognato qualcosa di suo.

Quando toccò il mare, non si spense. L'oceano la accolse tra le sue braccia e custodì la sua luce nelle profondità. Le maree cantarono attorno a lei, le conchiglie si aprirono per vederla passare e la luna inclinò il suo riflesso sulle acque, come se volesse benedire quel desiderio.

E dall'unione tra la stella, il mare e quella canzone d'amore nacque Estela Marina. Un gioiello creato per chi cerca l'amore vero. Per chi non teme di avvicinarsi. Per chi sa che amare significa sempre abbandonare un poco il luogo in cui un tempo si era al sicuro.

Estela Marina
Il gioiello di questo capitolo
Estela Marina
Per chi osa cambiare melodia quando il cuore riconosce una canzone più bella.
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